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“Sliding in love” – Blog Tour: Equitazione e amore per i cavalli


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Con “Sliding in love” ci sono state aperte le porte per luoghi meravigliosi e personaggi con i quali è stato impossibile non simpatizzare. L’avventura continua con “Esitate in love”, del quale potete trovare la mia recensione sempre qui sul blog nella sezione “collaborazioni“.
Tuttavia, oggi siamo qui per concederci un po’ di tempo per uno degli aspetti più caratterizzanti di questa saga, ossia l’equitazione e l’amore per i cavalli.
Siete pronti a seguirmi?
Si parte!

Origini dell’equitazione

Photo by Helena Lopes from Pexels 2
Foto di Helena Lopes da Pexels.

“Mi basta salire in sella per dimenticare tutto il resto. Rimane solo il rumore degli zoccoli ovattato dalla sabbia, l’incedere ritmico dell’andatura, la tensione dei muscoli per rimanere in equilibrio e far lavorare il mio cavallo, la morbidezza delle redini di cuoio ingrassato tra le mie dita guantate, l’attenzione nel percepire un linguaggio fatto di movimento e grazia. L’allenamento è intenso.”

-“Esitate in love”; Emma Scacco.


I mustang, destrieri antichi e possenti. Cavalcano sulla Terra da tantissimo tempo, affascinandoci e facendoci assaporare il gusto della libertà.

Altrettanto antica è l’arte di andare a cavallo, di domare queste magnifiche creature per diversi scopi. È successo moltissimi millenni fa, infatti, che l’uomo si è reso conto di quanto potesse essergli d’aiuto il supporto di animali tanti forti e capaci di muoversi rapidamente. Dalla gestione delle mandrie, al trasporto di viveri o di persone, fino agli scopi bellici. Sono state numerose le attività per cui i cavalli sono diventati essenziali nel corso dei decenni.

Ma se da un lato tutto ciò può far credere che nel passato si pensasse solo a sfruttare quelle nobili bestie fino allo sfinimento, dall’altro siamo in possesso di un trattato che mette in questione tale idea. Esso risale al 350 a.C., scritto da Senofonte, e il suo titolo è “Sull’equitazione”. Si tratta del testo più antico riguardante l’equitazione del mondo occidentale in cui figura la raccomandazione di utilizzare una tecnica di addestramento senza dolore.

Sebbene l’equitazione come la conosciamo oggi risalga, dunque, al Medioevo, quando montare a cavallo divenne ordinario per nobili e aristocratici, l’attenzione posta per la cura e l’allenamento di tali animali risale a molto tempo prima.

I diversi tipi di monta

Photo by Jean van der Meulen from Pexels
Foto di Jean van der Meulen da Pexels.

“Non avevo capito quanto le due cose fossero collegate, quanto il mio modo di stare in sella riflettesse il mio essere. Ho sempre pensato che fosse solo uno sport, nel quale avevo poco talento a differenza di mio fratello che sembra nato per quello, ma non è così. La verità è che non ho ancora imparato l’arte di vivere e non la imparerò, rimanendo ferma.”

-“Esitate in love”; Emma Scacco.


Al giorno d’oggi, se ci capita di guardare un film in cui i protagonisti vanno a cavallo, ci sembra facile farlo e crediamo basti imparare le basi per poter montare. La verità, però, è ben altra.

Non è sufficiente essere in grado di stare in equilibrio sul destriero o mantenere una discreta posizione su di lui per far sì che risponda ai nostri comandi. Senza la giusta relazione tra cavaliere e cavallo, quest’ultimo non solo si troverà impacciato nei movimenti, ma non ci ascolterà se cerchiamo di impartire un ordine.

Inoltre, esistono diversi tipi di monta e per ognuno di essi è necessario apprendere le giuste posizioni da assumere per guidare il nostro fidato animale. Le più conosciute, che andremo ad analizzare, sono tre: monta da lavoro, monta sportiva inglese, monta classica.

La monta da lavoro raggruppa in sé tutti quei tipi di monta che hanno a che fare con attività di tipo lavorativo con il cavallo, come per esempio quella western dei cowboy. Essa è proprio quella che troviamo nella trilogia di Emma Scacco, sia nell’ambito gestionale dei diversi ranch, in cui le mandrie vengono dirette proprio tramite i cavalli, sia nelle gare come il Futurity. Quest’ultimo aspetto potrebbe sembrare fuori luogo, dato che abbiamo appena affermato che la monta da lavoro viene utilizzata per mansioni pratiche e non ludiche. Tuttavia, le diverse tipologie di monta sono entrate a tutti gli effetti a far parte delle discipline sportive, seppur nate con scopi differenti.

La monta sportiva inglese, o italiana, invece, ha origine proprio nell’ambito sportivo. In particolare, in quello agonistico e olimpionico. Essa prende spunto dalla monta Capriliana, ossia classica italiana, che aveva scopi militari. Da essa attinge le tecniche che poi rielabora per dar vita al salto a ostacoli, al dressage e ad altre discipline.

Infine, la monta classica è legata all’equitazione praticata sulla base degli insegnamenti dei “vecchi maestri”, come ad esempio François Robichon de La Guérinière che nel 1715 aprì un’accademia equestre che diresse fino alla propria morte.

Legame cavaliere-cavallo

Photo by Helena Lopes from Pexels
Foto di Helena Lopes from Pexels.

“Sarebbe più facile, se smettessi di vedere con gli occhi e ascoltare con le orecchie e cominciassi a sentire il tuo cavallo.”

-“Esitate in love”; Emma Scacco.


Oltre al testo di Senofonte citato qualche riga addietro, sono davvero numerosissimi i trattati in cui viene descritto nei minimi dettagli il tipo di allenamento necessario per montare bene. Dalle più antiche fino a quelle moderni e contemporanee, le opere relative all’equitazione sono divenute fondamentali, poiché da esse sono stati estrapolati programmi e tecniche divenuti basilari per le scuole e i maneggi.

Eppure, non basterebbero tutte le regole o gli esercizi del mondo per fare di qualcuno un buon cavaliere. L’abilità più importante, quella che distingue un cavallerizzo anonimo da uno dei migliori, non si può apprendere, deve essere già dentro di noi: la capacità di saper ascoltare il proprio cavallo.

Sentire le sue necessità solo attraverso un tocco, capire i suoi pensieri allacciando il nostro sguardo al suo, percepire i suoi tumulti stringendolo a noi. Solo ascoltando il nostro cavallo potremo instaurare con lui un legame forte, potente, unico. Un legame che renderà cavallo e cavaliere insostituibile l’uno per l’altro e che permetterà loro di essere in totale sinergia, così da cavalcare in maniera sciolta e libera, senza forzature.

Se c’è amore, se si arriva a provare stima e affetto per il proprio cavallo, sarà più facile affrontare le difficoltà che l’equitazione comporta. Che sia per partecipare alle gare o semplicemente per cavalcare liberi per praterie e spazi sconfinati, il filo che ci terrà uniti al nostro destriero diventerà sempre più forte se lo coltiveremo a dovere.

La volontà di non arrendersi

Photo by Bas Masseus from Pexels
Foto di Bas Masseus da Pexels.

“«Qualcuno una volta mi ha detto che vola solo chi osa.»”

-“Esitate in love”; Emma Scacco.


Attraverso le parole di Emma Scacco siamo stati catapultati in una realtà estranea a molti, ma che ci è apparsa chiara e vissuta, come se ci trovassimo lì da sempre. Una realtà fatta di fatica, sudore, infinite ore di lavoro ma anche tanto, tanto amore.

Amore per la propria terra, per i propri sogni e, soprattutto, per i cavalli. Abbiamo visto attraverso gli occhi di Jonathan, di Greta, di Steve, di Arianna e di tanti altri personaggi cosa significa andare a cavallo per qualcuno che ci tiene davvero. Non si tratta solo di lavoro, di hobby o di sport, si tratta di stile di vita.

Sia che si decida di affidarsi sempre e solo a un unico cavallo, quello con il quale abbiamo instaurato un legame speciale, sia che si passi ad accudirne e addestrarne diversi se si vive in un ranch, sono sempre molti i rischi quando si sceglie di montare. Anche il più docile destriero, anche quello che ci conosce da sempre e ci ama, potrebbe imbizzarrirsi per eventi di natura esterna e procurarci una rovinosa caduta, una di quelle che potrebbero comportare seri danni se non addirittura costarci la vita.

Ecco allora che salta fuori quell’immenso amore verso i cavalli, quello che, nonostante tutti i pericoli e le paure, non smette mai di abbandonare un vero cavaliere – o un vero cowboy. È quello che abbiamo letto tra le righe della trilogia di “Sliding in love” e che permette di non mollare mai, di perseverare e continuare a lottare per sogni che spesso sembrano essere troppo grandi ma che, con il giusto impegno, possono sempre essere coronati.

Altre tappe del Blog Tour

Ho già ringraziato Flavia e Emma Scacco per questa splendida opportunità datami nel partecipare all’evento organizzato, ma voglio ribadirlo ancora. Quindi grazie, grazie davvero! Qui di seguito potete trovare gli altri blog che ospiteranno le prossime tappe del Blog Tour:

Flavia’s Diary
Attimi di prosa
Red Kedi
Letture sale e pepe
La pecora grigia
L’eNNesimo bookblog
Coccole tra i libri
Il mio mondo è il mio blog
Liberi leggendo
Storie di lettura
Respiro di libri

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