"La fabbrica di cioccolato" - Illustrazione
Narrativa

Recensione: “La fabbrica di cioccolato” – dolciumi in quantità!

Siete pronti a deliziare i vostri occhi e i vostri palati con la lettura de “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl?


Esiste un grande amore che accomuna grandi e piccini.
Quello per il cioccolato.


Praline fondenti, barrette al latte, stecche alle mandorle o alla stracciatella. Oggigiorno esistono infinite varianti di cioccolato, per accontentare tutti i palati e tutti i desideri.
Certo, ci sono alcune persone che costituiscono l’eccezione che conferma la regola. Dunque, c’è a chi, il cioccolato, non piace affatto.
Eppure, è probabile che la storia che andrete ad ascoltare vi divertirà tutti, amanti dei chicchi di cacao o meno. Si tratta di una storia che, sì, ha come centro gravitazionale il cioccolato, ma nasconde anche molto altro in sé.


Se non mi credete provate a chiedere a Charlie Bucket, che lui, quella storia, l’ha vissuta in prima persona. E non lasciatevi ingannare dal fatto che Charlie è solo un bambino, perché è proprio nella sua semplicità e nella sua dolcezza che risiede il segreto di questa vicenda.
È grazie al fatto che, qualche volta, viene ancora premiato chi se lo merita davvero che il povero – letteralmente povero – Charlie ha potuto intraprendere il tour più stravagante della sua vita.
Tour che l’ha condotto ad esplorare una delle strutture più magiche e assurde del mondo.
La fabbrica di cioccolato”.

Charlie Bucket e i biglietti d’oro

Illustrazione interna "La fabbrica di cioccolato"
La famiglia Bucket nelle illustrazioni interne de “La fabbrica di cioccolato”.

Sapete cosa c’è di peggio di essere poveri e affamati?


Essere poveri, affamati e costretti a passare ogni giorno davanti ad una immensa fabbrica di cioccolato.
Ma che dico una? Quella era la fabbrica di cioccolato. La fabbrica del signor Willy Wonka.
Era la più grande, incredibile e pazzesca fabbrica di dolciumi dell’intero pianeta e Charlie la doveva costeggiare giornalmente per poter tornare a casa.
Era un vero e proprio supplizio.


Charlie viveva in una minuscola casetta che si reggeva in piedi per miracolo. Con lui abitavano suo padre, sua madre e i suoi quattro nonni.
Era una famiglia numerosa quella dei Bucket e questo voleva dire più bocche da sfamare. Purtroppo, dato che i nonni di Charlie avevano più di novant’anni ciascuno, l’unico in casa che poteva lavorare era il signor Bucket e il suo misero stipendio non bastava affatto per una famiglia di sette persone.
Ecco svelato il motivo per cui un ragazzino in piena fase di sviluppo come Charlie fosse costantemente affamato e sognasse tanto l’arrivo del giorno del suo compleanno.


Sì, perché solo quando Charlie compiva gli anni riceveva una succulenta barretta di cioccolato, che suddivideva in tanti piccoli pezzi al fine di non terminarla subito.
Era un ragazzino sveglio e saggio, il nostro Charlie, ma era sfortunato.
O almeno, questo era ciò che credeva lui…fino a quando non avvenne qualcosa di assolutamente inaspettato.


Un giorno, Charlie Bucket, trovò un biglietto d’oro.

Willy Wonka, il re del cioccolato

Cinque, splendidi biglietti d’oro erano stati inseriti – assolutamente a caso –  in cinque barrette della fabbrica di Willy Wonka.
I fortunati che li avrebbero trovati, avrebbero potuto passare un’intera giornata dentro l’immensa fabbrica Wonka e, alla fine del giro, sarebbero andati via con al seguito tantissimi camion pieni di dolciumi di ogni tipo. Scorte di cioccolato, caramelle, leccalecca e leccornie varie a vita.


Era stata una notizia sconvolgente e del tutto inattesa.
Non tanto per il premio in palio, quanto per colui che aveva dato il via a tale iniziativa, ovvero il signor Willy Wonka in persona.
Ciò che aveva colpito tutti era stato, dunque, il ritorno in scena del più grande cioccolataio del mondo.


Willy Wonka aveva dato il via alla sua splendida attività molti anni addietro, ma quando le spie di altre marche di dolciumi si erano infiltrate nella sua fabbrica e avevano rubato le sue ricette segrete, aveva licenziato tutti i suoi operai e chiuso per sempre i cancelli al pubblico.
Fortunatamente, ciò non gli aveva impedito di continuare a produrre leccornie.


Le canne fumarie della fabbrica Wonka erano state spente solo per un breve periodo poi, come per magia, erano tornate attive e in breve i furgoni trasportanti il cioccolato furono nuovamente in circolazione.
Ciò che rimaneva un mistero, però, era chi rendesse possibile tutto ciò.
Se nessun essere umano aveva più messo piede dentro la fabbrica, a parte Willy Wonka che non ne usciva mai, chi erano gli operai al suo servizio?


Era una domanda che si era posto anche Charlie Bucket e che, avendo trovato l’ultimo dei cinque biglietti d’oro, avrebbe finalmente trovato una risposta.

Gli Umpa-Lumpa e i bambini vincenti

Piccoli, bassi, irriverenti e fastidiosi.


No, non erano gli Umpa-Lumpa, ma gli altri quattro bambini che avevano trovato i biglietti d’oro.
Gli Umpa-Lumpa, dal canto loro, erano sì alti non più di un metro e abbastanza sfacciati, ma almeno sapevano il fatto loro. Amavano scherzare, cantare e prendere la vita con semplicità, ma svolgevano alla perfezione il lavoro dato loro dal signor Wonka.
Ebbene sì, erano proprio quelle strane creaturine a mandare avanti la fabbrica e lo facevano senza batter ciglio.


Per quanto riguarda i bambini, invece, beh…l’unico che si salvava tra loro era, ovviamente, il nostro caro Charlie.
Gli altri vincitori avevano grandi, grossi difetti pur contenendoli dentro corpicini tanto piccoli.


Il primo ad aver trovato un biglietto era stato Augustus Gloop, il cui unico obiettivo nella vita era ingozzarsi di cioccolato. E la sua mole non lasciava spazio a dubbi.
Subito dopo c’era stata Veruca Salt: definirla una ragazzina viziata era decisamente un eufemismo.
A ruota avevano seguito Violetta Beauregarde, detentrice del record di masticatrice di gomme e bambina insopportabilmente altezzosa, e Mike Tivù. Quest’ultimo, come il cognome fa ben pensare, era un fanatico della televisione e dei videogiochi.
Infine, si era piazzato il piccolo Charlie, proprio allo scadere del “concorso”.


Come previsto dal regolamento, i cinque bambini erano stati accompagnati dai membri delle loro rispettive famiglie davanti ai cancelli della fabbrica Wonka e attendevano di entrare.
Tutti, tranne Charlie, erano stati accompagnati da un genitore o da tutti e due. Il signor Bucket, invece, aveva lasciato che nonno Joe prendesse il suo posto.
Nonno Joe, infatti, aveva sempre parlato con gran voga e passione della fabbrica di Willy Wonka ed era stato il primo a ballare letteralmente dalla gioia alla notizia che suo nipote avesse vinto un biglietto.
Nonostante l’età avanzata, dunque, sembrava essere il più adatto per accompagnare Charlie in quel viaggio straordinario.


Eppure, nessuno avrebbe mai sospettato che quel tour si fosse rivelato tanto straordinario.

“La fabbrica di cioccolato” – una storia per grandi e piccini

Libro di narrativa per ragazzi di Roald Dahl
“La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl, in versione e-book.

«Non voglio che a dirigerla sia un adulto. Un adulto non mi darebbe mai retta, non avrebbe mai voglia di imparare. Vorrebbe fare le cose a modo suo, non come dico io.»

-“La fabbrica di cioccolato”; Roald Dahal.


I bambini scrutano il mondo con curiosità.


Sono avidi di conoscenza e desiderano scoprire tutto ciò che di magico si cela intorno a loro.
I bambini osservano il mondo con occhi limpidi, incontaminati dalla razionalità e dai pregiudizi.
Cinque sono i bambini che hanno avuto l’onore di varcare i cancelli della famosissima fabbrica di cioccolato Willy Wonka, ma solo uno di loro dimostrerà di avere il cuore puro e rispecchiante la descrizione sopra citata.


Charlie Bucket potrà anche essere stato povero e affamato, ma possedeva una ricchezza che nessuno degli altri quattro vincitori dei biglietti d’oro avrebbe mai potuto ottenere col denaro: la bontà.
Avidità, prepotenza, superiorità, disprezzo non avrebbero mai potuto rendere squisite le prelibatezze del signor Wonka, ma la bontà sì.
Ed era proprio quella che il grande cioccolataio andava cercando.


Tra canzoncine esilaranti, ma che portano il lettore a riflettere, tra momenti di pura assurdità e scene che vanno oltre ogni immaginazione, “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahal si colloca tra quel genere di libri che non stancano mai. Una lettura piacevole, scorrevole e rilassante adatta a tutte le età.
Perché non sono solo i più piccoli a poter apprendere importanti lezioni di vita da quest’opera, ma sono soprattutto gli adulti.
Chi ha detto che una lettura formativa è adatta solo ai ragazzi?
È vero, Willy Wonka non vuole avere a che fare col mondo corrotto degli adulti, ma voi ci siete dentro e fate sempre in tempo a migliorarvi.
Fate come i bambini, guardate più spesso il mondo con i loro occhi e tutto vi sembrerà più bello.
Anche una pralina di cioccolato.

Se anche voi, come il piccolo Charlie Bucket, volete prendere parte all’esilarante viaggio dentro “La fabbrica di cioccolato” del signor Wonka, allora non tardate ad acquistare la vostra copia del libro di Roald Dahal direttamente da questo link per la versione cartacea o cliccando qui per l’e-book!


Come sempre, ho realizzato un’illustrazione a tema che potrete scaricare gratuitamente come wallpaper per telefono, tablet o pc dalla sezione materiale gratuito. Qui troverete anche le versioni a segnalibro!
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Buona lettura, i cancelli della fabbrica stanno per aprirsi…non fate attendere Willy Wonka, ha molta fretta!

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