"Pietro e la piantagione" - Illustrazione di Dama Berkana
Collaborazioni,  Narrativa

Recensione: “Pietro e la piantagione” – accusa o riflessione?

Ironia e satira si uniscono ne “Pietro e la piantagione” di Gabriele Missaglia, dando vita ad un’opera molto originale.


“Anche se voleva tornare sulla Terra il prima possibile, era bello godersi la pace, il silenzio e la quiete dell’aldilà.”

-“Pietro e la piantagione”; Gabriele Missaglia.


La vita ci mette davanti a sfide incredibili. Ci fa soffrire, ci porta sulla soglia dei nostri limiti, ci mette alla prova. E mentre ci approcciamo a tutto ciò, il nostro pensiero va spesso alla sfera divina: qualcuno lassù ci osserva mentre fatichiamo? I nostri sforzi verranno ricompensati?
Cosa accadrà quando la nostra vita sarà giunta al suo termine?

L’Aldilà. È la vita dopo la morte che balena nelle nostre menti in situazioni come quelle. Talvolta perché speriamo di non trovare alcuna sofferenza lì; talvolta perché ci auguriamo che i nostri sacrifici ci permetteranno di raggiungere la beatitudine una volta defunti.

Nessuno mai troverà la risposta ai suoi quesiti in tempo per poterla riferire agli altri viventi e, pertanto, rimarrà sempre un mistero. Ma ciò non impedirà all’uomo di continuare a interrogarsi su ciò che l’attende dall’altra parte.


Forse sarà il nulla, forse si ricomincerà da capo. O forse ancora ci si ritroverà davvero davanti ad un’immensa montagna sulla cui sommità splendenti cancelli dorati attendono le anime degne, mentre alla cui base rosse lingue di fuoco sono pronte a ghermire i malvagi per l’eternità.
L’uomo non può saperlo, ma se l’ultima opzione fosse quella corretta, allora tutti pregherebbero di raggiungere la vetta, il Regno dei Cieli, sicuri che qualcuno di buono e amorevole sarà lì ad attenderli.

Ma se così non fosse?
Se Colui che si trova al di là del cancelli fosse egoista e sbruffone, cosa accadrebbe?
È ciò che Gabriele Missaglia si è chiesto, trovando la risposta nella sua opera “Pietro e la piantagione”.

Pietro e la melodia della cetra

Immagine di esempio per "Pietro e la piantagione" di Gabriele Missaglia
“Pietro impugnò lo strumento, scelse un pezzo e cominciò a suonare.”

“Pietro impugnò lo strumento, scelse un pezzo e cominciò a suonare. In quel momento, tutto si fermò. Una melodia celestiale si diffuse dalla punta del monte fino all’oscurità rossastra dell’Inferno. Le nuvole, il sole e le anime erano immobili, incantate dalla musica più soave che si fosse mai sentita sulla Terra, o nell’aldilà. Pareva fosse quello il vero premio, dopo la lunga strada per arrivare in cima alla montagna.”

-“Pietro e la piantagione”; Gabriele Missaglia.


Che la monotonia sia un tutt’uno con le vite degli anziani è una credenza che andrebbe decisamente smentita.
Basti osservare la vita di Pietro per rendersi conto che, nonostante l’età giovanile lo abbia abbandonato da tempo, il ritmo delle sue giornate non è affatto andato a scemare. Al contrario, sembra essersi intensificato.

Con la sua inseparabile cetra in mano e con una ferrea determinazione nel cuore, Pietro lascia la sua casa per recarsi da una figura che detesta con tutte le sue forze ma che sembra essere l’unica in grado di aiutarlo. Deciso più che mai a non arrendersi al triste destino che incombe sul suo amore, accetta una strana proposta in cambio dell’antidoto tanto agognato.

Ma se il motivo di tanta caparbietà è facile da individuare nella figura di Michele, unico e vero amore di Pietro, non è altrettanto semplice inquadrare Colui che ha promesso aiuto e salvezza.
Colui che si fa chiamare “Il grande G”.

Sfide impossibili compiute per amore


“La prima volta glielo aveva dedicato quando si trovavano di fronte al Tigri, mentre ogni cosa si era tinta di un rosso più caldo del fuoco. Un tramonto magnifico, un vino piuttosto corposo e una serenata che avrebbe fatto sciogliere anche un cuore di pietra. Quella sera Michele si innamorò di lui; Pietro lo aveva fatto molto tempo prima quando aveva visto per la prima volta il suo sorriso.”

-“Pietro e la piantagione”; Gabriele Missaglia.


Gesù in carne e ossa è colui che richiede i servigi di Pietro in cambio dell’antidoto che salverà Michele e l’intera popolazione di Betsaida.
Uno scambio equo, visto in questi termini, ma cosa desidererà realmente colui che tutti chiamano “Il grande G”?

Ebbene, all’apparenza tutto ciò che Pietro dovrebbe fare sarebbe suonare il suo fantastico strumento musicale per aprire i cancelli del Paradiso e lasciar entrare le anime. Due milioni di anime, per essere precisi. Dopodiché l’antidoto sarà nelle sue mani.

Eppure, se la prima sfida – ossia quella di lasciare Michele proprio nel momento di maggiore bisogno – sembra valerne la pena dato che il lavoro da portare a termine non risulta poi troppo difficile in relazione alla ricompensa pattuita, Pietro si renderà presto conto che non sarà così semplice soddisfare i capricci del grande G.

Prove insensate, ardue e sulla soglia dell’impossibile attendono l’anziano suonatore di cetra, ma la forza dell’amore lo guiderà costantemente, cedendogli la forza necessaria per non arrendersi e portare a compimento la sua missione.
Riuscirà a salvare Michele in tempo?

“Pietro e la piantagione” – quando l’amore supera ogni barriera

Romanzo "Pietro e la piantagione" di Gabriele Missaglia
“Pietro e la piantagione” di Gabriele Missaglia in versione digitale.

“Era davvero un mistero fino a dove si poteva spingere l’uomo, quando a motivarlo era una passione.”

-“Pietro e la piantagione”; Gabriele Missaglia.


Tra le vie di Betsaida un terribile male sta decimando la popolazione. Morte e disperazione hanno raggiunto ogni casa e ogni cuore, rigando i volti di lacrime e tristezza.
Ma una piccola fiamma di speranza arde ancora nel cuore di Pietro, per nulla intenzionato a lasciare che il suo grande amore Michele venga privato della sua vita anzitempo.

Così, quando il grande G in persona propone al più bravo suonatore di cetra di recarsi sulla soglia del Paradiso e aprirne i cancelli con la sua melodia in cambio dell’antidoto che salverà tutti, Pietro non tentenna e accetta l’incarico. Tuttavia, essere il “buttadentro” del Regno dei Cieli sembra essere solo il primo passo verso la salvezza di Michele: Pietro, infatti, dovrà assecondare tutti i capricci del Figlio di Dio per poter fare ritorno sulla Terra e riunirsi al suo amore.

Dove risiede il bene e dove inizia il male?
Cosa è davvero giusto e cosa, invece, è da ritenersi peccato?
Davanti all’egoismo di Gesù e alla tristezza del Diavolo, Pietro vacilla e si rende conto che non tutto ciò che crediamo essere un fatto assodato è davvero tale e che, spesso, le nostre convinzioni non rispecchiano la realtà.

Stile di scrittura

Trattare temi pungenti non è mai facile. Si rischia di essere troppo pesanti o, all’opposto, di risultare banali e non riuscire ad esprimere a pieno il messaggio che si voleva mandare.
 Nel caso di “Pietro e la piantagione”, l’autore ha voluto mettere in ballo argomenti molto delicati quali l’omosessualità e la fede religiosa, il contrasto tra il bene e il male, la rigidità di determinati dogmi che andrebbero, invece, rimessi in discussione. Creando una storia originale e fuori dai soliti schemi, Missaglia s’impone, dunque, di scuotere la coscienza del lettore e farlo reagire davanti alla staticità della vita, che troppo spesso si accetta così com’è senza porsi alcuna domanda.

Il suo intento, quindi, è assolutamente da apprezzare, così come la particolarità della trama descritta. Tuttavia, in base alle tematiche affrontate, una cura ancora migliore nella caratterizzazione dei personaggi avrebbe sicuramente dato maggiore risalto alla sua morale, facendogli raggiungere lo scopo prefissato. L’eccessivo uso di termini poco scurrili, inoltre, risulta fuori luogo in bocca ad alcune figure, mentre in altre calza a pennello. Ecco che, con la giusta dose di accorgimenti, il libro in questione apparirebbe come un’ottima opera di accusa al nostro modo di vivere.
Infine, una nota di merito va alle illustrazioni presenti all’interno del testo, che ben accompagnano gli avvenimenti e gli stati d’animo dei personaggi!

Se siete curiosi di avvicinarvi a una storia del tutto originale, dovreste dare un’occasione a “Pietro e la piantagione” di Gabriele Missaglia, acquistandone una copia cartacea su Amazon!

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Buona lettura, che la celestiale musica della cetra possa farvi aprire gli occhi sul mondo.

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