“La rotta delle Leggende”

Pur non trattandosi di un’opera letteraria concreta, ho deciso di inserire la rubrica “La rotta delle Leggende” nella sezione “I miei libri“. Questo perché si tratta di una raccolta di racconti brevi scritti da me, e dunque legata in qualche modo alla mia produzione letteraria. Questa raccolta, però, non si traduce in un libro vero e proprio, bensì resta un appuntamento online che chiunque può seguire.

La rotta delle Leggende” nasce con l’intento di raccontare leggende, miti, tradizioni, folklore, attraverso la mia penna. Per questo, ogni racconto breve sarà accompagnato dalla sua “spiegazione”.

Man mano che pubblicherò i racconti sul mio profilo Instagram (@la_dama_berkana), questa pagina verrà aggiornata. Di seguito, infatti, potete trovare tutti i racconti usciti fino a ora.

Buona lettura!

La rotta delle Leggende - Il Ceppo

Dura era la terra mentre l’aratro tentava di romperne le difese. Con fatica, scendeva giù in profondità, aprendo la strada ai futuri semi che lì si sarebbero adagiati.
Tracce di alberi si scorgevano ancora, tutto intorno. Erano muti, ormai, ma i loro sussurri continuavano a udirsi.
E fu proprio uno di essi che mi chiamò.
Un piccolo ceppo, dalla forma irregolare, giaceva poco distante. I monconi delle sue radici emergevano dalla terra che presto ci avrebbe donato cibo e vita.
Avvicinandomi, lo scrutai con attenzione e capii che sì, sarebbe stato perfetto.


Il 24 Dicembre bussava alla nostra porta, ma noi non eravamo pronti. Non ancora.

Il fuoco scoppiettava gaio nel camino, consapevole dell’importante compito che gli sarebbe toccato a breve. I bambini fremevano dall’emozione, e, lo ammetto, anche io. Ma mancava ancora l’ultimo tocco, prima che lui fosse finito.
Presi il vino, e con delicatezza ne versai un po’ sullo splendido ceppo che era entrato a far parte della famiglia. Lo ricordavo ancora lì, nudo in mezzo al campo, che aspettava la mia venuta. Adesso era ricco, adornato e benedetto. E, grazie a lui, lo saremmo stati anche noi.
Ora il fuoco brillava più di prima, accompagnato dalla frenesia dei bambini. Con gesti solenni, avvicinai il ceppo alle fiamme. Lo guardai con gratitudine e prima di lasciare che prendesse fuoco gli sussurrai: «Grazie.»
E poi, bruciò. Le fiamme si fecero più alte, il profumo del ceppo si diffuse nella casa e i bambini gridarono di gioia.
Un altro anno era passato, e, ancora una volta, la luce ci avrebbe guidato attraverso le tenebre.

– Dama Berkana.

Secondo la tradizione, il ceppo natalizio veniva raccolto dai contadini mentre dissodavano i campi.
Dal momento che dissodare un campo significa lavorare un terreno al fine di renderlo adatto alla semina, solo dopo che quel terreno è stato disboscato, risulta chiaro come su un campo del genere sia possibile trovare dei ceppi. Ebbene, proprio tra questi i contadini ne sceglievano uno e lo portavano con loro per farlo seccare.
Successivamente, il ceppo veniva adornato, cosparso di vino o di burro e benedetto. Alla fine, nella notte del 24 Dicembre, veniva gettato tra le fiamme e il fuoco doveva ardere almeno fino a Santo Stefano.