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Recensione: “Linx”, libro distopico di Luca Giribone

Quante volte abbiamo immaginato un mondo popolato da uomini e cyborg?
Luca Giribone traccia il percorso di “Linx” su questa scia e ciò che ne verrà fuori sarà impensabile.
Preparate gli animi, la verità sta per venire a galla!


“…la Corrente del Golfo ha giocato per millenni fino a trovare un nuovo equilibrio, caldo umido di piogge acide e organismi mutanti che hanno cominciato a proliferare nei canali sotterranei e in quelli ora emersi, a seguito dei tanti crolli del manto stradale, fra le spaccature dell’asfalto, quegli animali che, grazie alla passione sempre più sfrenata degli annoiati abitanti dell’hinterland, all’incuria che ha contraddistinto la manutenzione delle vie e dei palazzi, sopravvissuti alle tonnellate di amianto che hanno fatto morire generazioni di persone e deformato orrendamente uomini e bestie per secoli fino alla prima bonifica mondiale, popolano il sottosuolo e vanno a caccia per le vie di un mondo che lotta per mantenere una sua normalità […].”

-“Linx”; Luca Giribone.


Se esiste qualcosa che all’uomo è sempre piaciuto fare quello è giocare.
Giocare con i pupazzi di legno, giocare a palle di neve. Giocare a essere Dio.
A differenza dei giochi comuni, però, sentirsi una divinità è diventato molto di più. L’umanità ha finito per credere alla sua stessa fantasia e l’ha trasformata in realtà.
O, per lo meno, lo ha fatto ai suoi occhi.

Liberatisi dalle paure che li attanagliavano quando la Terra era giovane e l’uomo niente più di un infante, i mortali hanno man mano aumentato le loro sicurezze e il loro ego. Hanno deciso di non avere più bisogno di entità superiori che li proteggessero, perché grazie al loro intelletto e agli strumenti che avevano creato, erano in grado di badare a se stessi da soli.

Fu così che, col passare dei secoli, i fedeli divennero sempre meno, ma non i credenti. No, loro incrementarono a dismisura. Tuttavia, non erano più credenti in Dei onniscienti, ma in divinità mortali e materiali: uomini e denaro.
E più il denaro diventava potente, più l’uomo ne era schiavo, e più l’umanità sentiva di elevarsi sino al cielo, oltre le nuvole. Era certa che ben presto avrebbe finito per bussare alla porta di quegli Dei che in passato aveva adorato per intimare loro, infine, di cedere il posto alle vere e nuove divinità.

Eppure, nonostante le scoperte scientifiche, nonostante la cultura e l’elevata intelligenza, l’uomo non smise mai di dimenticare una lezione importantissima.
A giocare con il fuoco, alla fine, ci si brucia.
Il fuoco è indomabile e se lo si stuzzica troppo ci si rivolta contro. E questo, in “Linx”, l’umanità avrebbe dovuto impararlo. Ma, come abbiamo appena detto, l’uomo ricorda proprio tutto, ma non l’avvertenza più importante: il Creatore non è sempre capace di tenere a bada le sue creature.

Linx e il suo scopo


“Passeggio – se così si può dire – sguazzo, piuttosto, fra l’immondizia che si sfalda, creando un unico orrendo pastone paludoso, che fa uno sgraziato verso agli ecosistemi che si sviluppano ricchissimi nelle campagne ormai morte da secoli, se non per quella selezionata lista di creature che sono riuscite ad adattarsi all’esistenza urbana.”

-“Linx”; Luca Giribone.


Una quotidianità malsana, in cui degrado e sporcizia sono i protagonisti, attanaglia le giornate di Linx senza alcun barlume di cambiamento all’orizzonte. Sono trascorsi decenni da quando la Terra si è rivoltata contro i suoi ospiti, quelli che un tempo erano stati i suoi figli, e ha stravolto completamente le loro vite.
Linx sa bene quanto tutto ciò che è avvenuto sia stato colpa dell’uomo e non serba rancore per un pianeta sull’orlo del collasso, che ha semplicemente dato sfogo al malessere provocatogli proprio dall’umanità. L’aspetto peggiore, però, è che quella stessa umanità ha continuato a far finta di nulla e a costruirsi castelli di sabbia sempre più alti, così da non vedere il marciume delle fondamenta.

Un tempo, Linx era un semplice archivista, ma dopo un terribile evento avvenuto proprio davanti ai suoi occhi, ha capito che la sua missione sarebbe cambiata per sempre. Non sarebbe bastato soltanto lui per mutare un mondo ormai destinato a perire, una società devastata fino all’orlo, ma questo non era un buon motivo per non fare comunque nulla.

Ed ecco allora che quel giovane uomo ha lasciato la sua monotona routine lavorativa per dedicarsi a un’altra attività, molto più pericolosa ma infinitamente più necessaria. Ha iniziato a muoversi nell’ombra, ad addestrarsi e ad affinare i suoi sensi. Tutto per un’unica, specifica, ragione.
Uccidere i robot.

Loro, gli Altri… i Robot

Dettaglio "Linx"
“[…] i robot sono stati fatti evolvere a perfetta immagine e somiglianza degli esseri umani.”

“Nel tempo, i robot sono stati fatti evolvere a perfetta immagine e somiglianza degli esseri umani […]. I cyborg devono rappresentare cavie per la medicina, devono assolvere funzioni di soddisfazione sessuale per chi li sceglie come partner, devono guadagnare la totale fiducia di chi si affida a loro come consulenti, assistenti, badanti e chi si fiderebbe mai di un computer molto avanzato che non mangia e non dorme mai?
No: loro non sono uguali a noi. Loro, siamo noi.”

-“Linx”; Luca Giribone.


La mania degli uomini di arrivare sempre più in alto, di ottenere risultati sempre più grandi, li ha condotti dritti verso un punto di non ritorno. Li ha fatti avvicinare quanto più possibile a Dio, e a credersi tali, dando loro quel senso di onnipotenza che, in realtà, i comuni mortali non sono in grado di gestire.

È stato a causa di questo che quei robot nati con scopi benevoli, utili e ragionevoli, sono sfuggiti al controllo del loro creatore. Non perché gli si siano apertamente rivoltati contro o perché abbiano preso il sopravvento, iniziando a dettare loro le regole. Quanto perché l’uomo stesso, nel suo megalomane progetto di renderli sempre più perfetti, ha finito per renderli pressoché veri umani.
E un umano non è gestibile come una macchina.

Per capire la gravità di tale evoluzione basta porsi una domanda.
Cosa accade quando un uomo soffre indicibilmente, quando la sua mente non funziona più com’era solita fare e impazzisce?
Di certo può commettere atti estremi.
Ebbene, e se al posto di un umano in quelle vesti ci fosse un cyborg al limite della sua deplezione?

“Linx” – l’autosabotaggio umano

Libro distopico "Linx" di Luca Giribone
“Linx” di Luca Giribone.

“Peccato dover […] costruire una casta che, senza che i suoi membri ufficialmente si conoscano, condivide due semplici regole:
L’anonimato nei confronti del mondo esterno.
La fiducia reciproca e il reciproco rispetto.
La nostra casta è stabile. Giovane ma tenace.”

-“Linx”; Luca Giribone.


Un mondo sull’orlo del collasso, in cui alligatori e predatori d’ogni sorta albergano nei corsi d’acqua delle putride città, è teatro dell’involuzione umana. Sicura di procedere a passo spedito verso il progresso, incurante del degrado sociale e globale, l’umanità ha occhi solo per il piedistallo più alto.
Lassù, i grandi del pianeta, si gingillano con svaghi d’ogni sorta e si credono delle vere e proprie divinità. Soprattutto da quando i robot sono stati perfezionati e resi impossibili da distinguere dai veri mortali.

Essere in grado di dar vita a organismi uguali quasi in tutto e per tutto agli uomini ha fatto assumere connotati divini a coloro che stanno al vertice della malata società in cui vive Linx. Ben conscio, però, di quanto il potere derivato da tutto ciò non sia affatto gestibile come quegli uomini pensano, Linx vede il mondo intorno a sé con occhi disincantati.

Fame, miseria, malattie, aspettative di vita bassissime. È questo il vero presente in cui l’umanità si trova prigioniera. Eppure, c’è qualcos’altro che la minaccia costantemente e di cui è proprio Linx, e altri come lui, a occuparsene.
La deplezione dei robot.
Sì, perché per quanto i loro creatori affoghino nel proprio ego, certi di essere i padroni del pianeta grazie alla nascita dei loro figli robotici, questi non sono in grado di “vivere” a lungo. I loro sistemi si degradano a vista d’occhio e nel giro di pochissimi anni diventano tutti pericolosissime bombe a orologeria. La deplezione gli fa perdere il senno e li fa diventare feroci, spietati, assassini.

E chi meglio di un killer professionista come Linx potrebbe essere adatto a fermare altri assassini?

Stile di scrittura

Percepire il ticchettio di un orologio, notare la lancetta scorrere rapidamente sui minuti e sui secondi, sapere che il tempo passa inesorabile. L’uomo non può non provare un lieve senso d’angoscia davanti a tutto ciò. A maggior ragione, se scopre che lo sviluppo della trama di un libro avviene nel giro di ventiquattro ore e che i titoli dei capitoli segnano proprio l’avanzamento del tempo, ecco che l’adrenalina in corpo cresce a dismisura.

È il caso di “Linx”, in cui le vicende dell’omonimo protagonista ci vengono servite esattamente così. Luca Giribone, tuttavia, non conferisce un ritmo incalzante alla sua opera, servendosi a pieno dell’espediente stilistico usato. Salvo la parte centrale e il bellissimo finale, infatti, il resto del testo scorre con poco dinamismo. Ciò, a parer mio, va a discapito del gradimento generale di “Linx”, che avrebbe potuto dare molto di più anche a lettori come me che non sono soliti approcciarsi a questo genere di letture.

I periodi del libro sono molto lunghi e, sebbene per coloro che apprezzano frasi più brevi e coincise possa risultare un impedimento nel procedere con la lettura, in realtà calzano a pennello con l’opera presentata. Infatti, li ho trovati perfetti per rappresentare l’atmosfera decadente di “Linx”. E, se non mi credete, vi basterà “leggere per credere”!

Se siete amanti del distopico, vi consiglio di recuperare “Linx” acquistandone una copia su Amazon!
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Buona lettura, domandatevi sempre se chi non mostra segni d’umanità si possa ancora chiamare essere umano.

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