Segnalazioni

Segnalazione: “Persian Arabesques” di Carlo Gastone

Dopo aver pubblicato i ricordi di sua nonna in “Memoires” Olga I Korostovetz (1895-1993), Carlo Gastone torna con “Persian Arabesques“, edito Phatos Edizioni!

Proseguendo in un ampio progetto editoriale volto a far emergere le storie dei suoi antenati, coinvolti in vicende tanto importanti e degne di nota, Gastone ci offre questo nuovo testo. Per scoprire qualcosa in più in merito, potete leggere il seguente articolo!

Prefazione a cura dell’autore

La decisione di tradurre e pubblicare il testo di “Persian Arabesques”, elaborato da Ivan j. Korostovetz (1862-1932), nasce e si sviluppa dopo gli studi e approfondimenti che ho dovuto intraprendere per poter realizzare il libro sulle “Memoires” di sua figlia, mia nonna, Olga I. Korostovetz (1895-1993). “Diario di un’Epoca.”

La stesura del testo delle reminiscenze di Olga, che coincide per date al periodo in cui Ivan fu in piena attività diplomatica prima della disgregazione dell’Impero Russo, ha richiesto una verifica storica e un approfondimento sui personaggi e le vicende da lei descritte nel suo racconto in dettaglio e spesso con molta arguzia.  Questa ricerca impegnativa durata più di 3 anni, oltre a costringermi a consultare testi e scritti, mi ha permesso di entrare in contatto telefonico ed epistolare con valenti ricercatori e studiosi di storia che hanno scritto libri e articoli sulla figura di Ivan. Uno di questi, il Professor Dottor Pavel N. Dudin che, parlando in generale della diplomazia russa, lo ha definito come “one of its brightest representatives”. Questo modus operandi mi ha inoltre permesso di scoprire che, nel 2014 alla presenza di Vladimir Putin, è stata inaugurata, in suo onore, una statua a Ulan Bator quale regalo della Mongolia al popolo della Federazione Russa.

Procedendo in questo modo ho potuto, non solo verificare l’esattezza dei racconti di Olga, ma ho avuto anche l’opportunità di ricostruire in modo più dettagliato il suo brillante percorso professionale di diplomatico dell’epoca Tsarista dopo che ebbe frequentato il Liceo Imperiale di Tsarskoje Selo, a San Pietroburgo in Russia.                                                                        

Questa fama gli viene riconosciuta solamente oggi, a causa dei noti eventi, e solo dopo gli studi che sono stati compiuti in Oriente e in Occidente sulla diaspora russa da studiosi e da varie istituzioni tra cui il museo Alexander Solzhenitsyn di Mosca.

La sua carriera diplomatica è costellata da più successi i cui principali sono, una partecipazione attiva ai negoziati di pace tra la Russia e il Giappone a Portsmouth nel 1905 con la partecipazione del Presidente Americano Theodore Roosevelt, al quale in seguito sarà conferito il premio Nobel per la pace. Egli fu nominato Segretario della Conferenza di pace che originò il Trattato firmato il 5 di settembre del 1905.

Il secondo successo temporale e forse la principale affermazione, é rappresentata dalla stipula del Trattato di Amicizia con i Principi Mongoli sottoscritto nel 1912 a Urgà oggi Ulan Bator, capitale della Mongolia. Questo accordo ha costituito la base giuridica per poter assicurare alla Mongolia la Sovranità di uno Stato Indipendente di pari dignità a quella dei paesi confinanti.

Precisato ciò e a seguito del rinvenimento del testo di Persian Arabesques, tra gli oggetti e documenti appartenuti a mia nonna, ho deciso di leggere il testo di Ivan per approfondire alcuni argomenti e episodi già trattati e descritti da Olga.  

Ritenendo il contenuto del testo interessante e verificato in linea di principio la validità storica della narrazione come da comunicazione, riportata in calce, del Professor Dottor Nugzar Ter-Oganov del Department of Middle Eastern and African History, Faculty of Humanities, Tel Aviv University, Israel ho deciso di tradurlo e farlo pubblicare.

Sinossi

E’ una pagina inedita della storia della diplomazia russa raccontata da un suo brillante protagonista Ivan J. Korostovetz (1862-1933) così come viene definito dal noto ricercatore russo Pavel N. Dudin (“one of its brightest representatives”). Egli, a seguito dei successi ottenuti sia in Cina, sia con il Trattato di Pace di Portsmouth e anche con il trattato di amicizia con la Mongolia, narra dettagliatamente le memorie delle attività politiche degli ultimi eventi della sua carriera diplomatica dal 1913 al 1918, prima di dover andare in esilio per non essere imprigionato, riferendosi principalmente al periodo di permanenza in Persia quale Ministro Plenipotenziario Russo (1913-1915) ma non solo. Il testo oltre ad essere considerato un importante documento storico in quanto classificato quale fonte primaria d’informazione dell’epoca é di gradevole e interessante lettura in quanto descrive non solo degli eventi temporali politici ma anche usi e costumi locali di varia natura. Egli spazia dalla storia alla geografia includendo delle pennellate sulle religioni regionali e sulla letteratura bizantino-persiana.

Biografia dell’autore

Ex dirigente industriale. Nasce nel 1950 a Johannesburg in Sud Africa. Proviene da una famiglia internazionale. E’poliglotta. Ha passato parte della sua infanzia, dove ha fatto le elementari, all’Avana Cuba e a New York Usa. All’inizio degli anni 60 è rientrato in Italia e dopo aver conseguito la licenza liceale si è laureato a Torino in Giurisprudenza. Dopo aver vissuto per ragioni di lavoro a Lagos in Nigeria, a Brescia ed a Slupsk in Polonia dove ha svolto svariati incarichi rientra a Torino dove risiede attualmente in pensione. Oggi coltiva svariati interessi tra cui quello di ricostruire la storia e la genealogia della propria famiglia andata in parte dispersa a causa di eventi bellici e rivoluzionari. Decide di conoscere un po’ meglio le sue radici russe di cui la madre, nel corso degli anni, non era stata molto prodiga d’informazioni. Alla morte di sua mamma, avvenuta nel gennaio del 2012, trova una valigia appartenuta alla nonna con dentro svariate fotografie, certificati e documenti d’interesse storico trai quali un manoscritto inedito del suo bisnonno Ivan Jacovlevich Korostovetz (1862-1932) sul periodo in Persia e la fine della sua carriera prima del forzato esilio dal titolo“Persian Arabesques” (1913-1917 e oltre).

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