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Recensione: “Sorcery of Thorns” – review party

Vecchi grimori, pericolosi quanto preziosi, sussurrano tra le pagine di “Sorcery of Thorns” di Margaret Rogerson. Sarete capaci di ascoltarli?

Banner review party.

“[…] chi le avrebbe creduto? Ora capiva che il mondo non era molto gentile con le giovani donne, soprattutto quando si comportavano in modi che non piacevano agli uomini, e dicevano verità che gli uomini non erano pronti ad ascoltare.”

-“Sorcery of Thorns”; Margaret Rogerson.


Di bocca in bocca, le notizie circolano. Si fanno strada attraverso lingue velenose o palati sinceri. Giungono a orecchie indiscrete e vengono ingigantite, oppure arrivano ad ascoltatori attenti, che se ne fanno portatori al fine di ottenere giustizia.
Le notizie sono tante e una volta che entrano nelle menti umane, che poi le espongono tramite le parole, diventa difficile capire dove finisca la loro veridicità e inizino le menzogne. Tuttavia, l’aspetto più arduo fra tutti a esse legato non è la loro trasmissione, ma l’importanza che gli altri danno a coloro che le raccontano.

Agli albori dell’umanità, si viveva in società matriarcali. La donna aveva un ruolo importantissimo ed era rispettata e ascoltata. Col passare del tempo, però, l’uomo ha preso il suo posto e il patriarcato è diventato legge. Da allora, la voce delle donne è stata soppressa, soffocata, privata del suo peso e della sua validità.
Ecco che qualsiasi notizia venisse promulgata dalle loro bocche non era tenuta in considerazione o, ancora peggio, veniva letta sotto chiavi diverse che finivano per rivoltarsi sempre contro di loro.

Anche quando alle parole seguivano i fatti, prove concrete che mettevano in luce la realtà e la verità espressa, alle donne non era concesso avere ragione.
Alle donne, e a coloro che non sedevano sui troni dorati della comunità.
Chiunque venisse considerato “inferiore”, che fosse per il suo sesso o per il suo status sociale, era automaticamente marchiato come folle o bugiardo se tentava di raccontare notizie scomode.

Vivere beatamente nell’ignoranza, nella comodità che la mancanza di mutamento comporta, è più semplice e apprezzato. Ma far finta di nulla, prima o poi, farà crollare i letti comodi e i palazzi d’oro in cui si barricano coloro che seguono questa via. Ed è in scosse del genere che “Sorcery of Thorns”, con la sua magia, ha inizio.

Elizabeth e i grimori

Dettaglio di "Sorcery of Thorns"
“Lei doveva diventare una guardiana, custode di libri e parole.”

“Lei doveva diventare una guardiana, custode di libri e parole. Era la loro amica. La loro assistente. La loro secondina. E se necessario, la loro boia.”

-“Sorcery of Thorns”; Margaret Rogerson.


L’odore della carta, profumo di pergamene e antichità, inebria quasi ogni lettore. Lo culla e lo avvolge, facendolo sentire a casa quando i suoi passi risuonano lungo i corridoi delle grandi biblioteche.
Ma se al posto dei comuni libri, sugli scaffali e nelle camere blindate delle Grandi Biblioteche, si annidano, dormono o attendono i grimori, cosa accade?

Elizabeth, giovane ribelle di sedici anni, è stata abbandonata quando era poco più di una neonata sugli scalini della Grande Biblioteca di Summershall. Lì è cresciuta, lontana dal mondo esterno, con parole e inchiostro come compagni e amici. Ha sondato ogni angolo, ogni passaggio segreto, ogni fessura del luogo che ha sempre considerato essere più di un semplice insieme di testi e mensole.

Il suo sogno è diventare una guardiana, custode dei tanto temuti quanto preziosi grimori. Lei sa come trattarli, sa come relazionarsi con loro e, soprattutto, è capace di udire i loro sussurri. I grimori le parlano, cercano di farsi notare al suo passaggio e richiamare la sua attenzione.
Per Elizabeth è quella la normalità e, da determinata apprendista quale è, farà di tutto perché la Direttrice della Biblioteca sia fiera di lei e la riconosca come possibile futura guardiana.

Sì, quella giovane e indomita ragazza sa qual è il suo posto e quale l’obiettivo della sua vita. Conosce i grimori, le Biblioteche e i maghi. Questi ultimi, in particolare, sa bene quanto siano malvagi e quanto sia importante restarne alla larga quanto più spesso possibile.
Perché tutti i maghi sono oscuri e terribili… Giusto?

Nathaniel e la magia


“Lei aveva immaginato che la magia fosse qualcosa di immediato, come estrarre una spada. Ora, vedendo l’immobilità della concentrazione sul volto di Nathaniel, si chiese per la prima volta cosa volesse dire lanciare un incantesimo. […] L’espressione di Nathaniel era perfettamente tranquilla. Non era come sguainare una spada. Era come guidare un esercito. Diventare un dio.”

-“Sorcery of Thorns”; Margaret Rogerson.


Nathaniel Thorn, magister di una delle più grandi casate della magia.
Con una pesante e sanguinosa storia familiare alle spalle, è l’unico dei Thorn a essere rimasto in vita e tutti si aspettano che prenda moglie al più presto per poter far proseguire la discendenza. La sua freddezza e il suo totale e continuo disinteresse al riguardo, però, stanno iniziando a far dubitare la società.
Quali sono le vere intenzioni del magister?

Lungi dal voler dare peso a simili sciocchezze, Nathaniel svolge i suoi incarichi con massima serietà e professionalità. Accompagnato dal suo fedele servitore Silas, viaggia e visita le diverse Biblioteche, fino a ritrovarsi proprio a Summershall. Lì si scontra – letteralmente – con una stravagante ragazza, il cui nome scoprirà essere Elizabeth, che era intenta a scoprire quale aspetto orribile avesse un vero mago.

Avrà le corna?
Zampe mostruose e artigli sporgenti?
Oppure denti affilati?

Con grande stupore – e un misto di sollievo e delusione – Elizabeth scoprirà che in Nathaniel non c’è nulla di tutto questo. La sua malvagità si nasconderà sicuramente da qualche altra parte. Forse nei suoi occhi, oppure in quella strana ciocca argentata che si ritrova in mezzo ai capelli.
Il loro incontro, però, è troppo breve per potersene accertare. Poteva trattarsi dell’unica occasione per scoprire qualcosa in più su quegli strani individui che sono i maghi, ma il destino sembrava non essere pronto a far conoscere a Elizabeth la verità.
Non in quel momento, quantomeno. Presto, molto presto, la sua strada e quella di Nathaniel si incontreranno di nuovo e allora sì che ogni cosa verrà svelata.

“Sorcery of  Thorns” – il potere dell’inchiostro

Fantasy "Sorcery of Thorns" di Margaret Rogerson
“Sorcery of Thorns” di Margaret Rogerson in versione digitale.

“Una vera figlia della biblioteca. Nelle sue vene scorrevano inchiostro e pergamena. La magia delle Grandi Biblioteche viveva nelle sue stesse ossa. Facevano parte di lei. Come lei di loro.”

-“Sorcery of Thorns”; Margaret Rogerson.


Officium adusque mortem.”
Dovere fino alla morte.
Il motto dei guardiani, rigido e solenne, rimbombava sempre nella mente di Elizabeth. Le serviva da monito, per non dimenticare mai il suo obiettivo, il suo sogno. Le faceva comprendere che la strada che aveva scelto – ma che in realtà era diventata parte integrante di lei da quando era stata abbandonata sugli scalini della Grande Biblioteca – era ricca di pericoli.
Eppure, lei, una ragazza di appena sedici anni, era pronta a correrli pur di non essere più una semplice apprendista ma una vera guardiana.

I sinistri, potenti e preziosissimi grimori, dormienti o fin troppo vigili, custoditi sugli scaffali e nelle segrete di Biblioteche come quella di Summershall in cui viveva Elizabeth, erano tutto il suo mondo. Li temeva, perché sapeva cosa potessero diventare o in cosa potessero trasformare i maghi che non sottostavano alle leggi. Tuttavia, ne era anche affascinata. Era cresciuta circondata più da loro che da umani come lei e, pertanto, si sentiva maggiormente a suo agio in mezzo a pagine e inchiostro.

Non si sarebbe mai aspettata, però, che a partire da loro sarebbe cambiato tutto. Un grimorio, in particolare, avrebbe stravolto la sua vita e l’avrebbe costretta a intraprendere sentieri impensabili fino ad allora. Sentieri macchiati di sangue, di terribili verità e antiche maledizioni. E, soprattutto, sentieri che avrebbe percorso insieme al magister Nathaniel e al suo fedele, quanto misterioso, servitore Silas.
I libri occulti erano pronti a parlarle, ma lei sarebbe stata capace di ascoltarli?

Stile di scrittura

Un passo alla volta, tra antiche pergamene e misteriosi grimori, ci incamminiamo lungo i corridoi delle Grandi Biblioteche. Disseminate lungo il mondo di “Sorcery of Thorns” sono maestose e affascinanti, pulsano di segreti e di storie in procinto di essere svelate. Ci ammaliano e ci trasportano al loro interno, facendoci sentire il nostro respiro in quel rigoroso silenzio. Un silenzio che, però, se aguzziamo bene l’udito, notiamo essere spezzato dai mormorii dei libri in essi custoditi.

Il worldbuilding modellato da Margaret Rogerson è estremamente coinvolgente, vivo e splendidamente ideato. Perfetto per qualsiasi lettore che ami la magia, è sicuramente l’aspetto più interessante dell’intera storia. Nonostante gli eventi siano intriganti, i personaggi abbastanza curati e perfettamente inseriti nel contesto, infatti, l’ambientazione e il sistema su cui si basa l’opera è senza dubbio il punto forte di “Sorcery of Thorns”.

Se le vicende fossero state diluite un po’ di più nel tempo e se fosse stato concesso uno spazio maggiore a determinate scene, sono più che certa che anche la storia e i personaggi avrebbero ricevuto i pieni voti dati al worldbuilding. Tuttavia, pur avendo desiderato un maggiore sviluppo legato a questi elementi, ho apprezzato moltissimo il libro della Rogerson, che ha lasciato in me quel desiderio di rileggerlo più e più volte come faccio con i libri che più mi piacciono!

Se siete curiosi di immergervi nel fruscio delle pergamene delle Grandi Biblioteche allora acquistate subito la vostra copia di “Sorcery of Thorns” in versione cartacea o digitale!

La mia illustrazione a tema è gratuita, come sempre, e la potete trovare nella sezione “materiale gratuito” oppure cliccando qui!

Ringrazio Ale per aver organizzato questo review party e la Oscarvault e la Mondadori per aver fornito la copia digitale!
Qui di seguito potete trovare i nomi degli altri partecipanti e leggere cosa ne pensano loro:

Feeling Bookish
Winnie the book
Raggywords


Buona lettura, che possiate scoprire ciò che celano realmente i sussurri dei grimori.

4 commenti

  • Rossella

    La tua recensione é meravigliosa accuratissima e invogliante, complimenti davvero! Anche l’illustrazione mi é piaciuta tanto ho riconosciuto immediatamente il libro degli occhi perché l’ho Immaginato esattamente così.

    • damaberkana

      Grazie infinite! Sono molto felice che sia riuscita a rendere bene il Libro degli Occhi, mi sembrava perfetto per racchiudere l’essenza del libro e le sue stesse vicende! Quindi grazie grazie ancora <3

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